L’Etna è tornato al centro dell’attenzione nel dicembre 2024 a causa di una nuova fase di intensa attività eruttiva che ha coinvolto il vulcano più alto d’Europa. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha monitorato costantemente la situazione registrando emissioni di cenere vulcanica e attività stromboliana dai crateri sommitali.
Le immagini diffuse dai media locali e nazionali hanno mostrato alte colonne di cenere e materiale lavico visibili anche da numerosi comuni della provincia etnea. In diverse aree del Catanese si sono verificate ricadute di cenere sulle strade e sulle automobili, causando rallentamenti alla circolazione e interventi straordinari di pulizia.
L’aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa è rimasto operativo, anche se sottoposto a monitoraggi continui a causa della possibile evoluzione della nube vulcanica e delle condizioni atmosferiche che avrebbero potuto influenzare il traffico aereo.
Secondo gli esperti dell’INGV, il fenomeno rientrava nella normale attività del vulcano, ma la situazione è stata seguita con particolare attenzione per prevenire eventuali rischi per la popolazione e per le infrastrutture del territorio.
Molti turisti e appassionati di vulcanologia si sono recati nelle aree panoramiche autorizzate per osservare l’attività eruttiva, confermando ancora una volta il forte legame tra il territorio catanese e l’Etna, simbolo naturale della Sicilia orientale ma anche elemento che richiede costante attenzione sotto il profilo della sicurezza e della gestione territoriale.
A cura di Giada Giaquinta








