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Papa Leone XIV arriva a Lampedusa: l’appello all’Europa

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Per secoli punto d’incontro tra civiltà e culture, il Mediterraneo rappresenta oggi uno degli scenari più drammatici del nostro tempo. In questo contesto, il Vangelo torna a richiamare con forza i valori dell’accoglienza, della solidarietà e del dialogo. Questo l’incipit dell’omelia di Papa Leone XIV nella sua visita a Lampedusa, 13 anni dopo Papa Francesco, che iniziò il suo cammino proprio da quest’isola.

Nell’omelia pronunciata a Lampedusa – l’isola che conserva il ricordo della storica visita di Papa Francesco nel 2013 – Papa Leone ha indicato questo territorio come simbolo di una sfida che riguarda l’intera Europa, chiamata a confrontarsi con il fenomeno migratorio in modo responsabile e condiviso.

Il Pontefice ha richiamato la parabola del Buon Samaritano, paragonando il viaggio dei migranti alla strada che conduce a Gerico: un percorso segnato da pericoli, violenze e sfruttamento, dove molti finiscono nelle mani di trafficanti senza scrupoli che li derubano, li maltrattano e li abbandonano al loro destino.

Papa Leone ha inoltre evidenziato le responsabilità che alimentano questa emergenza. Le vittime, ha spiegato, non sono soltanto il risultato delle avversità del mare, ma anche delle scelte compiute – e di quelle mai adottate – della corruzione presente nei Paesi d’origine, degli squilibri di un sistema economico che genera povertà ed emarginazione, dell’indifferenza e dell’azione criminale delle reti che trafficano esseri umani.

Di fronte a questa realtà, il Papa ha indicato il «miracolo della compassione» come risposta concreta all’indifferenza. Ha elogiato l’impegno quotidiano delle comunità di Lampedusa e Linosa, ringraziando i volontari, la Guardia Costiera, le istituzioni locali e la società civile per il lavoro svolto nell’accoglienza. Ha inoltre sottolineato la straordinaria dignità dei migranti, capaci di sostenersi reciprocamente anche nelle condizioni più difficili, ricordando come «i poveri aiutino i più poveri».

Non è mancato un richiamo alle località dove la vocazione turistica convive con gli sbarchi. Il Pontefice ha messo in guardia dal rischio di creare un «muro invisibile» tra il mare attraversato dai migranti e quello vissuto dai vacanzieri, ribadendo che indifferenza e superficialità non devono mai prevalere sul senso di umanità e sulla carità.

A cura di Antonio Capizzi

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