Il suono delle campane a festa ha segnato la fine della tensione a Bronte. L’ordigno bellico rinvenuto nelle campagne del quartiere San Nicola è stato neutralizzato nella mattinata di oggi, consentendo alla città di tornare alla normalità dopo ore di apprensione.
L’intervento è stato eseguito dagli artificieri del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo della Brigata “Aosta”. L’operazione, particolarmente delicata a causa della spoletta ancora innescata, ha richiesto l’evacuazione di circa 800 residenti, allontanati dalle proprie abitazioni a partire dalle 7 del mattino. I militari hanno predisposto una speciale camera d’espansione per contenere eventuali rischi, rendendo poi l’ordigno inerte e trasferendolo in una cava protetta per il brillamento finale.
Le difficoltà non sono mancate. La spoletta dell’ordigno era ancora innescata e particolarmente sensibile, rendendo necessario un intervento ad altissimo livello di sicurezza. Solo dopo questa fase preliminare, grazie all’uso di sistemi tecnologicamente avanzati, l’ordigno è stato reso inerte e successivamente trasferito in una cava protetta per il brillamento finale.

Il coordinamento delle operazioni è stato seguito minuto per minuto dal Centro Operativo Comunale. Qui il viceprefetto Sebastiano Plutino, dopo un briefing tecnico guidato dal maggiore Vincenzo Lo Manto, ha monitorato l’andamento dell’intervento insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale.
Le attività sono state coordinate dal Centro Operativo Comunale, con il coinvolgimento della Prefettura e dell’amministrazione comunale. L’evacuazione si è svolta senza criticità grazie alla collaborazione tra Polizia Municipale, forze dell’ordine e volontari della Protezione civile. Per i cittadini sono stati predisposti punti di ristoro e assistenza.
Soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale per il comportamento della popolazione. «Bronte ha dimostrato grande senso civico», ha commentato il sindaco Pino Firrarello, sottolineando come la rimozione dell’ordigno, residuo della Seconda guerra mondiale, rappresenti «un passo importante per la sicurezza del territorio».
A cura di Antonio Capizzi


