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Attacco hacker ai supermercati: coinvolta anche la Sicilia

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Frigoriferi violati da remoto e celle freezer andate in scongelamento, con merce alimentare costretta al macero. L’offensiva informatica contro la grande distribuzione ha raggiunto anche la Sicilia, dove sono stati colpiti almeno venti supermercati nelle province di Palermo, Catania, Ragusa e Trapani. I pirati informatici avrebbero preso il controllo dei software che gestiscono le temperature dei banchi frigo, mettendo a rischio la catena del freddo e causando ingenti perdite economiche. I fatti risalgono a lunedì 2 novembre e rientrano in un’ondata di incursioni informatiche che ha coinvolto altre regioni d’Italia e diversi Stati europei. Al momento gli inquirenti sono al lavoro per risalire agli autori e per accertare eventuali nessi tra i vari attacchi. Sul caso indaga la Polizia Postale.

 “Attraverso i call center, che si occupano del sistema di telegestione e monitoraggio degli impianti di refrigerazione, sono riusciti ad accedere ai parametri di controllo modificando le temperature di conservazione degli alimenti. Il comune denominatore è stato l’accesso diretto tramite gli IP dei frigoriferi”.

Lo dice Giovanni Arena, delegato responsabile di Federdistribuzione per la Sicilia e amministratore delegato del gruppo Arena, dopo gli attacchi hacker ai sistemi refrigerazione di alcuni supermercati della Sicilia, in particolare tra le province di Catania, Ragusa e Palermo.

“È successo in maniera diffusa in diverse realtà della grande distribuzione organizzata siciliana e al momento abbiamo notizia di circa 20 punti vendita coinvolti. Molti gruppi non sono stati violati perché dotati di sistemi di sicurezza avanzati e aggiornati”, ha aggiunto.
    Il gruppo Arena, con oltre 190 punti vendita tra le insegne Decò e SuperConveniente, sarebbe stato solo parzialmente coinvolto dalle violazioni informatiche agli impianti. “Come gruppo non siamo stati interessati direttamente poiché la violazione ha riguardato tre punti vendita appartenenti al canale del nostro franchising, gestiti da singoli operatori che non hanno seguito i protocolli di sicurezza previsti”.

A cura di Antonio Capizzi

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