E’ stato colto da un malore ed è stata la moglie, Caterina Varzi, a lanciare l’allarme chiamando i soccorsi

Il regista Tinto Brass è ricoverato a Roma. E’ stato colto da un malore ed è stata la moglie, Caterina Varzi, a lanciare l’allarme chiamando i soccorsi. Il regista si trova in terapia intensiva all’ospedale Sant’Andrea. Un maestro del cinema erotico italiano, Brass ha 86 anni e già nel 2010 era stato colpito da un ictus. Una lunghissima carriera iniziata negli anni Sessanta con alcune pellicole che da subito hanno attirato le attenzioni della censura non tanto per i contenuti erotici ma per quelli politici. Tra i titoli principali ricordiamo “Chi lavora è perduto”, “La chiave”, “Miranda” e “Capriccio”. Intorno al regista Tinto Brass, ricoverato in terapia intensiva, una grande ondata di affetto. E’ nato a Milano da una famiglia di Gorizia, di origini austriache, ma si è trasferito presto a Venezia. Nel 1951 si è iscritto all’Università di Padova alla Facoltà di giurisprudenza, nel 1955 ha chiesto e ottenuto il congedo per quella di Ferrara, dove si è laureato nel 1957 con una tesi sui “Rapporti di lavoro con imprese della produzione cinematografica” (relatore Carlo Lega). Appassionato di cinema più che di diritto, sul finire degli anni cinquanta trascorse un biennio come archivista alla “Cinémathèque” di Parigi, avvicinandosi agli ambienti della nascente Nouvelle Vague. In seguito è tornato in Italia come aiuto-regista di Alberto Cavalcanti.