Se l’anno scorso ha stupito tutti con la sua Rolls Royce, per l’edizione numero 70 del Festival ha puntato direttamente all’effetto choc, rivisitando la figura del Poverello di Assisi alla sua maniera: nuda. Il giorno dopo non si parla – è boom sui social – che di Achille Lauro, 30 anni, con la sua performance di No grazie in grado di «evocare le provocazioni di Renato Zero, David Bowie e Freddie Mercury», secondo gli estimatori. Una baracconata, per i detrattori. E adesso cosa proporrà sul palco dell’Ariston? «San Francesco è la prima storia delle quattro che vedrete – spiega il cantante romano – . La performance di martedì nasce dalla mia nuova esigenza di portare il teatro sul palco come succede già in tutti i miei live».

«La musica è la mia vita e ogni giorno scrivo e compongo ovunque mi trovi – sottolinea – . Sanremo è la manifestazione musicale più importante in Italia e anche una grande opportunità per presentare il mio modo di intendere le performance. Mi fa piacere che sia stata apprezzata».

Ma perché scomodare addirittura il Santo Poverello? «Mi ha ispirato la celebre scena attribuita a Giotto in una delle Storie di San Francesco della basilica superiore di Assisi. Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà» prosegue Achille Lauro, prendendo spunto per raccontare qualcosa di sé, sul suo modo di proporsi al pubblico.

«La performance della prima serata di Festival è semplicemente quello che io propongo durante i live – sottolinea il cantante e rapper – . La musica è quello che mi piace fare, ma poi intorno ci sono tante cose da sviluppare sul palcoscenico. Il mio abbigliamento? Ogni rappresentazione teatrale ha i suoi costumi. Io ho indossato il mio».

Quale sia il suo pensiero, Achille Lauro l’aveva scritto in un messaggio inviato ai giornalisti poco prima dell’inizio della kermesse: «Ho deciso di osare, di azzardare, qualcuno potrà dire che sono pazzo: sono disposto a correre il rischio, certo che chi non comprenderà avrà comunque il mio rispetto – le sue parole -. Il mio vivere è in movimento perpetuo e Sanremo è il più grande palcoscenico per la canzone, ma nel mio modo di intendere è una grandissima occasione per portare delle performance complete. Bene, voglio mettere a disposizione di quel palcoscenico la mia idea di performance artistica».