Se si ha paura di essere spiati attraverso il cellulare, è necessario prestare massima attenzione ai sensori: in ciascun dispositivo di livello medio ce ne sono una dozzina che, se correttamente utilizzati, possono darci una mano in diverse attività quotidiane, ma se utilizzati in modo “informaticamente non igienico” possono diventare degli strumenti invisibili in grado di spiarci continuamente. I sensori, infatti, raccolgono dati, che, elaborati da apposite App, forniscono informazioni di vario genere: se questi dati vengono utilizzati in modo non corretto, il pericolo di essere “profilati”, o, peggio, spiati “in tempo reale” si fa concreto. Come fare allora? “Osservando una scrupolosa ‘igiene informatica’”, ha detto il professor Domenico Laforenza, ricercatore emerito del Cnr, durante una recente iniziativa promossa da Federprivacy. E ha spiegato: “Bisogna prestare molta accortezza ai permessi che spesso distrattamente concediamo alle App che utilizziamo (ad esempio: accedere alla telecamera, alle nostre foto, alle email) e, ancor prima, bisogna prestare attenzione agli ‘store’ dai quali scarichiamo le applicazioni. Per ultimo, bisogna attivare i sensori, ad esempio quelli del wi-fi, soltanto quando è necessario”.