L’’Aula Magna dell’istituto “Benedetto Radice” di Bronte si è trasformata in uno spazio di incontro e condivisione culturale, ospitando un nuovo appuntamento del progetto “Incontro con l’Autore”. Protagonisti gli studenti, che hanno animato l’evento con letture, momenti musicali, proiezioni e riflessioni dedicate al romanzo Il mostro di Urbino.
Ad aprire la giornata è stata la dirigente scolastica Maria Pia Calanna, che ha sottolineato il valore della lettura come strumento di crescita personale e collettiva, evidenziando l’importanza di iniziative capaci di coinvolgere non solo la scuola, ma l’intero territorio.
Ospite dell’incontro Francesco Bozzi, autore del romanzo “Il Mostro di Urbino”, affiancato dal fratello Silio Bozzi, che ha collaborato alla stesura dell’opera. Bozzi ha catturato l’attenzione del pubblico raccontando la genesi del libro, soffermandosi sui personaggi e sui retroscena della narrazione, con particolare attenzione alla figura del Commissario Mineo.

A seguire, l’intervento di Silio Bozzi ha offerto a studenti e docenti uno sguardo approfondito sul mondo della criminologia, tra analisi delle dinamiche psicologiche, indagini e casi reali. Molto apprezzato il dialogo tra i due autori, che ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’incontro.
Ampio spazio è stato riservato agli studenti, che hanno partecipato attivamente con domande e curiosità, dimostrando grande interesse per i temi affrontati e per una possibile trasposizione televisiva del romanzo.
L’iniziativa ha confermato l’efficacia del progetto nel promuovere la lettura tra i giovani e nel creare occasioni di confronto diretto con gli autori.
Un ringraziamento è stato rivolto ai docenti che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: la professoressa Sabrina Anello, che ha dialogato con l’autore, il professore Adamo Caraci, promotore dell’invito, e le docenti Mariangela Longhitano e Ornella Leanza, che hanno seguito e coinvolto gli studenti Morena Calanni, Cristian Greco, Alex Lembo, Sofia Serravalle e Melania Spedaletti.
A cura di Antonio Capizzi


