Individuato uno stratagemma per cercare di essere meno tristi. Basta pensare alle emozioni come se fossero persone. Fa bene, dunque, antropomorfizzare il sentimento negativo che si prova, dando a questo sentimento un’immagine di un essere vivente in carne e ossa. Questa tecnica è stata individuata dai ricercatori dell’Università del Texas ad Austin, del Politecnico di Hong Kong e della Hong Kong Baptist University. Il loro studio parte dall’idea presa da un cartone animato della Pixar, Inside Out. Nel lungometraggio del 2015, Riley, una ragazza di undici anni, viveva con cinque personaggi nella sua mente che rappresentavano le sue stesse emozioni: Gioia, Disgusto, Paura, Rabbia e Tristezza. Nella ricerca, pubblicata sul Journal of Consumer Psychology, è emerso che le persone che riescono a descrivere la tristezza con un personaggio antropomorfo tendono ad essere meno tristi. C’è chi, come spiega Li Yang, che ha composto il gruppo di studio, arriva a immaginarla come una bambina che camminava “lentamente a testa bassa”, chi come una “persona pallida senza sorriso” e chi con “i capelli grigi e gli occhi infossati”. Nell’analisi è anche emerso come questa tristezza antropomorfizzata ha anche alcuni effetti a tavola: infatti, davanti a una selezione di piatti, porta a scegliere le opzioni più salutari.