A 97 anni, dopo una vita spesa in palcoscenico, si è spenta ieri a Roma Valeria Valeri, una grande attrice e una grande voce del teatro italiano, attiva fin dalla metà degli anni 40 e massima esperta, specie negli ultimi anni del genere brillante e boulevardier, insieme a Paolo Ferrari, avendo alle spalle i classici. Nata a Roma come Valeria Tulli l’8 dicembre 1921 segue i corsi di Elsa Merlini e poi sarebbe scelta come annunciatrice radiofonica, ma preferisce il teatro di prosa che frequentò ai massimi livelli. Maliziosa e spiritosa come poche, aveva il registro drammatico tanto che gli inizi la vedono con Gino Cervi e la Pagnani recitare Gorkji e «Harvey», Shakespeare (Porzia nel «Mercante di Venezia») e Sauvajon.

Giocava su due banchi, con due registri e la voce, che usò spesso per doppiaggio, la modulava con quelle tipiche cantilene e lievi storpiature che in teatro si chiama il «birignao». Grande stagione fu con lo Stabile di Genova dal ’55 in poi con Squarzina regista: è protagonista di Giraudoux («Ondina»), Cecov, Dostoevskji, Fabbri e fu la «Moglie ideale» di Praga, in gara con la Ferrati. Nel ’58 la svolta fu entrare a far parte degli Attori Associati, il che significò anche l’unione con Enrico Maria Salerno (e Garrani e Sbragia) interpretando «Sacco e Vanzetti», dove era la moglie di Sacco

Pur senza i vincoli del matrimonio cui Salerno era refrattario, la Valeri fu la sua compagna e con lui ebbe Chiara, anche lei attrice. Fu anche sua partner e resta famosa in tv «La famiglia Benvenuti», primo esempio di sociologia della middle class all’italiana nel momento del pre boom. E poi ancora negli anni 60 recitò con Alberto Lupo e forma una coppia eccezionale con Alberto Lionello con cui fa conoscere in Italia «L’anatra all’arancia». Il suo talento comico finissimo non poteva sfuggire a Garinei e Giovannini che la scritturarono per «Anche i bancari hanno un’anima» con Bramieri, cui segue un lungo sodalizio con un altro attore brillante come Paolo Ferrari.

Insieme recitano «Fiore di cactus», la commedia di Costanzo «Vuoti a rendere», «Sinceramente bugiardi» (con la figlia Chiara in scena), il famoso «Gin Game» che fu cavallo di battaglia anche della sua omonima Franca Valeri con cui non esistono parentele se non di palcoscenico. È sempre happy end, la Valeri ama le commedie vecchio stile in tre atti, da «Love letters» a «La cicogna si diverte», «La fuggitiva» (insieme alla Vukotic), «Madame Lupin» e «Il clan delle vedove», manda a casa il pubblico contento ed è uno dei volti più amati, ma ha dato prova di essere capace di importanti ruoli («La vita è sogno» di Calderón de la Barca).

Non aveva tempo per il cinema, ma quando era con Salerno ebbe un bel ruolo in «Le stagioni del nostro amore» di Vancini e la sua attività di doppiatrice è ricchissima: diede la voce a Natalie Wood, Ellen Burstyn, Maggie Smith, Marina Vlady, Betsy Blair e pure alle eroine televisive di «Capitol» e «Beautiful». In tv la si ricorda, sempre per la sua bravura unita a una carica di simpatia e di umanità di madre e moglie: era la mamma di Gian Burrasca con la Pavone diretta dalla Wertmuller nel ’64 cui segue il grandissimo successo della già citata «Famiglia Benvenuti» con Salerno, regìa di Giannetti.

Ma anche di recente la troviamo nei cast di «Compagni di scuola», di «Un posto al sole», è la mamma della Sandrelli nella «Tassista» di Sanchez e la nonna vitale di «Una famiglia in giallo», sulla falsariga della Signora in giallo Angela Lansbury. Nel 2008, sempre pronta a nuove esperienze, la vediamo sul palco del musical «Portamitanterose.com» al fianco dei ragazzi di «Amici» della De Filippi, finendo il 16 gennaio 2016 ospite di Massimo Ranieri in «Sogno o son desto».