Nel 1998 una donna di Messina che, tra l’altro, era al terzo mese di gravidanza, scoprì di aver vinto al Gratta e Vinci un milione delle vecchie lire. Dopo aver festeggiato per la fortunata vincita, però, per la donna arrivò l’amara scoperta: il Monopolio di Stato le comunicò che il suo biglietto non era valido perché contraffatto e, dunque, la vincita non sarebbe stata corrisposta.

Come riporta la Gazzetta del Sud, la donna decise di intraprendere una battaglia legale, anche perché l’inchiesta della Procura di Roma nei suoi confronti era stata archiviata. La Corte d’Appello, però, nel 2018 ha rigettato il ricorso alla sentenza emessa dal Tribunale di primo grado nel 2010. A quel punto, in secondo grado la donna ha chiesto il risarcimento danni ma anche questa richiesta le è stata respinta e ora, ironia della sorte, è lei a dover pagare la bellezza di 32.104,85 euro per le spese processuali.

Dopo la grande delusione per la vincita mancata, dopo anni di battaglie legali, ora la donna si ritrova quindi a dover sborsare questa ingente cifra: “La mia vita è distrutta”, ha dichiarato al quotidiano, dopo aver raccontato la sua triste storia.