La base operativa era Lineri, frazione di Misterbianco. In una intercettazione uno degli arrestati chiede alla vittima: “Come è finita, lo hai trovato l’amico?”.

L’inchiesta “Hostage” ha messo in luce le difficoltà economiche del clan che non riesce a pagare “stipendi” alle famiglie degli affiliati detenuti e le loro spese legali e che per ricevere una grossa partita di marijuana dall’Albania è costretto a dare in “garanzia” dei suoi uomini tenuti in ‘ostaggio’ fino al saldo del debito.

Tra quest’ultimi Orazio Coppola, 55 anni, esponente del clan Mazzei, accusato di essere il capo e il promotore dell’attività criminale. In particolare è accusato di gestire una ‘piazza di spaccio’ a Lineri, in territorio di Misterbianco, mentre Carmelo Distefano, 35 anni, della cosca Santapaola, arrestato, ne gestiva una nel rione San Giovanni Galermo di Catania.

I due, è emerso dalle indagini della squadra mobile, a corto di grosse liquidità finanziarie, avevano realizzato una sorta di ‘joint venture’ di capitali per acquistare grosse partite di marijuana in Albania. Investimenti per diverse centinaia di miglia di euro che i due gruppi, decimati da operazioni antimafia e colpiti finanziariamente da sequestri di beni, non avevano in contanti e per questo nel Paese dei Balcani a garanzia del debito hanno inviato, in più occasioni, almeno due dei loro uomini, indagati ma non tra gli arrestati, che sono stato rilasciati dopo essere stati per alcuni mesi ‘ostaggio’ del gruppo criminale straniero.

Le indagini dell’operazione ‘Hostage’ hanno anche fatto luce su sei casi di estorsione. Quattro delle vittime, che non avevano denunciato, dopo essere state contattate dalla squadra mobile per essere sentite hanno collaborato con le indagini.