Bandiere tricolore e lutto cittadino. Il feretro portato a spalla da sei carabinieri, scortati da quattro colleghi in alta uniforme. E poi gli applausi ad accogliere l’arrivo della salma nella chiesa di Santa Croce in via Santa Maria del Pozzo a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. In migliaia hanno voluto tributare l’ultimo saluto al vice brigadiere Mario Cerciello Raga, ucciso a Roma con undici coltellate nella notte fra il 25 e il 26 luglio. Due giovani cittadini statunitensi sono accusati dell’omicidio.

La cerimonia dei funerali si è tenuta oggi nella stessa chiesa dove poco più di un mese fa l’uomo si era sposato. E proprio un brano letto nel giorno delle nozze, quello del Vangelo secondo Matteo che parla della “lampada che non si tiene sotto il moggio ma sul candelabro per fare luce a tutti nella casa”, è stato ripetuto oggi.

“Oggi non avremmo voluto essere in questa Chiesa in cui alcuni di voi, poche settimane fa, sono stati riuniti da Mario e Maria Rosaria per celebrare nella gioia il grande mistero dell’amore: un mistero che ci parla ancora in modo commovente anche attraverso il Vangelo che tu, Maria Rosaria, hai voluto si rileggesse oggi, perché aveva toccato le corde del vostro cuore nel giorno del matrimonio”, ha detto monsignor Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l’Italia, nell’omelia.

Funerali di Mario Cerciello Rega a Somma Vesuviana, Napoli

Alle esequie, presiedute da Santo Marcianò, erano presenti il viceministro Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico e la sindaca di Roma, Virginia Raggi. In chiesa anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Ieri tante, tantissime persone si sono recate alla camera ardente allestita nella cappella in Piazza Monte di Pietà a Roma. Accanto alla bara avvolta dal tricolore, la moglie del carabiniere Rosa Maria. Accanto a lei i familiari di Mario e una decina di amici d’infanzia, arrivati venerdì da Somma Vesuviana.

Funerali Mario Cerciello Rega, il sindaco di Somma Vesuviana: “Era un misto tra sorriso e occhi belli”

“E’ il momento del dolore. Tutta Somma Vesuviana si sta stringendo attorno alla bara di Mario Cerciello Rega, per dargli il giusto onore e vicinanza a lui e alla sua famiglia. Era un amico sincero, perbene, un misto tra sorriso e occhi belli. Gli volevo bene davvero”, è il ricordo rilasciato ai microfoni di NapoliToday da Salvatore di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.

“Mario era fiero di essere carabiniere”

“Mario era fiero di essere carabiniere e come tale aiutava tutti quelli che incontrava sul suo cammino, nessuno escluso. Non chiediamo al Signore perché ce lo ha tolto, ringraziamolo per avercelo donato”, ha affermato l’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, all’inizio delle esequie. Alla solenne concelebrazione hanno preso parte anche il vescovo di Nola, Francesco Marino, tutti i parroci di Somma Vesuviana e numerosi cappellani militari.

“Basta! Basta piangere servitori dello Stato”

“Quanto è accaduto è ingiusto”, ha proseguito Marcianò. “Siamo spinti a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell’uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo giustizia e che eventi come questo non accadano più. Basta! Basta piangere servitori dello Stato, figli di una nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita”.

 

“Fate anche voi, responsabili della cosa pubblica, della vita degli altri il senso della vostra vita, consapevoli che quanto operate o non operate è rivolto a uomini concreti: a cittadini e stranieri, a uomini e donne delle forze armate e forze dell’ordine, ai quali non possiamo non rinnovare il grazie e l’incoraggiamento della Chiesa e della gente. E se voi e tutti noi sapremo meglio imparare, da uomini come Mario, il senso dello Stato e del bene comune, l’Italia risorgerà”, ha sottolineato ancora il monsignore.