Studiare il territorio che ci circonda, capirlo e viverlo con consapevolezza. Da questo assunto parte l’idea del convegno “Insegnaci Etna 2019” in corso a Bronte, presso l’Istituto Benedetto Radice, dal 10 al 14 ottobre 2019. Una programma ricco di seminari e dibattiti che vertono sullo studio del terreno sul quale sorge il vulcano Etna, oggetto di studio e osservazioni di migliaia di studiosi in tutto il mondo. Questo progetto arriva al Benedetto Radice grazie al lavoro del dirigente scolastico prof.ssa Maria Pia Calanna, che insieme alla sua squadra di collaboratori ha permesso all’Istituto di entrare in una rete che racchiude diverse scuole del circondario; il tutto è patrocinato dall’USR Sicilia e da due università: la Cote d’Azur di Nizza e Roma 3.

Il “Benedetto Radice” vanta infatti l’installazione di un sismografo direttamente collegato sia con la sezione di Catania dell’INGV che con la sala operativa di Roma 3, inoltre sotto la supervisione del professor Jean-Luc Berenguer è presente anche un clinometro che monitora i sensori del terreno. Grande soddisfazione per la preside Calanna, che ai nostri microfoni si è detta soddisfatta per aver messo insieme una squadra di eccellenze, composta dalle menti più importanti nell’ambito delle geo scienze: “Questo è un seminario molto importante perché racchiude la presenza di grandi studiosi della materia. Ci sono due membri della INGV, tra questi Boris Behncke, Emilia Poli-Marchese che è una studiosa della vegetazione dell’Etna. Nel corso del convegno tutte le scuole appartenenti alla rete illustreranno il loro progetto, noi – come Benedetto Radice – porteremo al’attenzione le osservazioni fatte con il sismografo nel dicembre del 2018. Sono previsti, inoltre, dei laboratori che si svolgeranno qui: ci sarà la “sismo box”, degli strumenti  simuleranno un terremoto. Lo scopo principale del seminario è quello di dare ai ragazzi, ma anche ai docenti, le nozioni necessarie per lo studio dei movimenti del terreno, delle onde. Domenica, a conclusione, ci sarà l’escursione dell’Etna con Angelo Spitaleri, presidente del CAI”

Per l’occasione abbiamo ascoltato i diversi esperti che sono impegnati in queste attività, facendo capo a un progetto di Edumed con lo scopo di insegnare a docenti e alunni cosa fare in caso di terremoto. Pierre Briole – direttore di Ricerca del CNRS – modera l’incontro sulle Eruzioni e sui rischi: “Sono venuto a Bronte per parlare, ai docenti di scuole, dell’Etna e di ambiente per diffondere, da parte di noi professori e ricercatori universitari – le scoperte che abbiamo fatto a un gruppo di docenti, in modo che poi loro possano trasmetterle ai loro alunni; diciamo che questo è il principale obiettivo del nostro lavoro e progetto. Educare i ragazzi, ma anche l’insegnante, i genitori dei ragazzi, in modo che loro anche a casa possano parlare di scienza e territorio. Ogni giorno ci sono delle novità nelle conoscenze del Vulcano, la tecnologia avanza sempre di più: basti pensare ai satelliti, sempre più importanti nello studio di questo meraviglioso vulcano”.

Tra i principali esponenti anche Carlo Laj, presidente dell’European Geophysical Union, che ha parlato del progetto Edumed ma anche dell’attività sismica del vulcano: “L’European Geophysical Union è la più grande organizzazione europea con oltre 25 mila membri. Questo è un progetto nato 17 anni fa, destinato a diffondere la cultura scientifica nelle scuole secondarie; negli ultimi due anni ci siamo aperti anche al mondo universitario. Quello che facciamo noi abitualmente è organizzare dei seminari per insegnanti durante l’Assemblea generale, spesso i nostri seminari sono sparsi un po’ in tutto il mondo. Il programma è di alimentare questa parte educativa sempre di più, ci sono due posti in Europa in cui l’European Union si impegna: l’Etna, che è il più bel vulcano del mondo, con una storia culturale e scientifica davvero bella. Poi in Grecia, che è la zona sismica più grande del mondo, noi speriamo che gli insegnanti diffondano questo nuovo tipo di ricerca che suscita entusiasmo ed emozione. Nella vita è importante avere nozioni di scienze della terra, aiutano sempre”.

Sono davvero tanti gli scienziati che hanno preso la parola. Tra questi anche il professore Berenguer, ideatore del progetto Edumed e insieme a Carlo Laj conducono le ricerche sui rischi e sulla prevenzione di un terremoto. A Berenguer abbiamo chiesto l’idea di partenza di questo progetto e l’obiettivo che esso ha: “Nell’ambito di Insegnaci Etna è importante dare un aiuto ai professori in modo da poter diffondere queste conoscenze agli alunni. Mai avuti tanti dati prima di questo progetto – continua Berenguer – spero che siano utili e che possano sbloccare cose importanti. EduMed ha lo scopo di aiutare i docenti a utilizzare queste importanti conoscenze e soprattutto di poter educare i ragazzi grazie ai lavori di ricerca e quelli che sono i rischi dell’ambiente. L’Etna concede tante opportunità, tutti questi dati aiuteranno gli insegnanti a lavorare meglio ed essere molto precisi. L’impegno di questo istituto  è iniziato qualche anno fa con l’installazione di alcuni strumenti scientifici; la cosa più importante è che il sismografo è connesso con le scuole del punto di ricerca e con tutta Europa, in modo da essere sempre informati. Insegnaci Etna è importante per tutti, non solo per chi vive qui o per la Sicilia. Questo progetto coinvolge tutti, infine voglio ringraziare tutte le squadre d’insegnanti che hanno speso energie in questo progetto”

TRC Press – Antonio Capizzi