Il sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi, accompagnato dal Presidente del Consiglio, Alfio Ragaglia e dal Comandante della Polizia Municipale, Gaetano Cullurà, ha indetto una conferenza stampa per rispondere ad un articolo de “Il Fatto Quotidiano” in cui delle persone intervistate, oltre a ribadire che la mafia dei pascoli è molto viva a Randazzo, dichiarava pure che al Comune di Randazzo ci fosse una sorta di “complicità” per affossare carte e documentazioni. In particolare, il signor Caruso, si lamentava per un progetto che lo interessava. Fermo al palo da tempo per inadempienza degli uffici. Il servizio in questione, parlava di mafia dei pascoli, sui Nebrodi e sull’Etna, e in particolare di avvenimenti accaduti a Randazzo. “L’articolo in questione parla di fatti avvenuti a degli imprenditori –  dichiara il sindaco Francesco Sgroi – a cui confermo la mia solidarietà, non condivido invece la parte finale. Dove viene scritto testualmente “A Randazzo, il sospetto di una combine tra burocrati e mafiosi è forte”. Spiegando che ciò avviene perché negli uffici qualcuno affosserebbe le pratiche. Addirittura un certo signor Caruso, attende una autorizzazione da 5 anni. E addirittura da marzo non si pubblica la delibera di modifica di alcuni parametri, approvata dal commissario ad acta che sostituiva il precedente Consiglio”. Il sindaco, spiega che il signor Caruso si riferisce ad un regolamento approvato il 4 maggio del 2017, con una modifica al piano regolatore che cambia la cubatura di costruzione delle aree boscate portandolo a 0,03 mc, dove prima era invece pari a zero. “I nostri uffici, continua il sindaco, nonostante le enormi difficoltà si sono mossi in maniera chiara, proponendo la pubblicazione della stessa sulla Gazzetta, bocciata dal ragioniere per la mancanza di fondi. Dopo la mia elezione, e dopo avere visionato la pratica, in seguito ad una nota ricevuta dalla signora Caruso, ho visionato il regolamento, per capire se fosse un regolamento utile a tutti, e non ad personam, e visto che mancava la copertura finanziaria, dopo l’approvazione del bilancio, in data 9-11-2018 sono state assegnate le somme per la pubblicazione del regolamento. Queste sono le colpe addebitate ai nostri uffici, accusati di combine con la mafia, nonostante tra mille difficoltà cerchiamo di portare avanti le varie iniziative. Tra l’altro, edificare in area boscata, non dipende solo da questa delibera, ma è soggetta ad una serie di vincoli e restrizioni che difficilmente vengono superate da un regolamento di un Commissario ad acta. E non basta la pubblicazione per costruire, ma il regolamento, deve essere vagliato dai vari Assessorati preposti, per evitare abusivismi vari. Infatti una prima bozza di regolamento, nel 2015, dopo l’approvazione del Consiglio comunale, veniva respinto dalla Regione Siciliana, per gravi inadempienze e inosservanza di leggi varie. Non accetto queste accuse gratuite, che danneggiano l’immagine del nostro Ente, e mi riservo, in futuro, di sporgere denuncia contro il giornalista e chi altri dichiara delle cose non vere.  Il signor Caruso, a settembre 2018 è venuto da me, a dirmi che da 5 anni era bloccato, e io gli ho detto che il Comune era al momento in emergenza, e che appena possibile mi sarei messo a disposizione, convocando anche una conferenza di servizi, per dare il massimo supporto al loro progetto, nel rispetto delle normative in vigore. Il loro terreno, ribadisco, è in un area di bosco ceduo, dunque sottoposta a vincolo. Confermo, che al momento, non c’è un progetto esecutivo pronto, ma una richiesta di parere preventivo, inviata anche alla Sovrintendenza ai Beni Culturali, che risponde di stare attenti, in quanto l’area ricade in territorio vincolato, da lì la richiesta di modifica del regolamento comunale per potere andare avanti con la progettazione. Infine – conclude il sindaco – non è finita qui, perché dopo l’approvazione del Consiglio, e l’invio alla Regione e la relativa pubblicazione, qualunque cittadino o Ente ha del tempo per proporre osservazioni che vengono trasmesse insieme a tutta la documentazione alla Regione per la definitiva approvazione.  Randazzo ha il suo territorio compreso tra ben tre parchi, con vari vincoli, e qualsiasi documento ci sia da fare, per migliorare le possibilità di tutti i cittadini, sarà fatto, il presidente del Consiglio qui presente è lieto di confermarlo. Infine chiudo dicendo che in questi primi mesi della mia sindacatura, insieme al comandante dei Carabinieri, capitano Morandi, e della Polizia Municipale, con il qui presente comandante Cullurà, è stato svolto un capillare controllo del territorio. E qualunque iniziativa, pproposta da giovani e meno giovani, sarà ben accetto e supportato. Oggi spesso si parla di mafia dei pascoli, ma c’è da dire che a Randazzo, in agricoltura, ci sono diverse aziende sane che danno lavoro, e se tra queste c’è una mela marcia, siamo pronti a metterla da parte. Lavoriamo per cercare di rendere meglio il nostro territorio e siamo disponibili ad un dialogo serio e costruttivo senza pregiudizi o accuse gratuite”.