Nel complesso i lavoratori interessati sono ben 331, individuati in un elenco allegato al documento preliminare di accordo.
Non si tratta più di un’indiscrezione, quindi: le due parti hanno comunicato, lunedì scorso, in una lettera inviata ai rappresentanti sindacali “…che sono in corso trattative per l’affitto dei rami d’azienda della Roberto Abate s.p.a. il cui elenco è individuato nei punti vendita a marchio “A&O” e Famila…l’affitto è finalizzato alla successiva vendita dei predetti rami d’azienda”.
Il 7 dicembre scorso il Gruppo Abate aveva ufficializzato la trattativa con il gruppo Ergon di Ragusa per la cessione di 20 punti vendita, dove lavorano 180 dipendenti.
Che le insegne di Arena-Decò stessero per soppiantare quelle di Famila e A&O in molti supermercati della provincia di Catania era ormai un segreto di Pulcinella. In questi giorni si è fatto con insistenza anche il nome del gruppo MD quale nuovo acquirente.

Anche la catena di supermercati “Paghi Poco” che ha come riferimento l’imprenditore Rocchetta sta per acquistare 4 supermercati dal Gruppo Abate.

Nell’allegato di accordo tra Abate e Arena vengono indicati i punti vendita che saranno ceduti e il numero di dipendenti di ciascun supermercato. Ecco l’elenco:
Belpasso c.da Valcorrente Etnapolis – 57
Biancavilla c.da Ciancianella – 38
Catania via Leopardi – 17
Catania via Messina – 52
Catania via Pola – 14
Catania via Sebastiano Catania – 59
Famila Giarre corso Messina – 17
Paternò viale dei Platani – 27
San Gregorio via Morgione – 13
Siracusa via Algeri – 13
Siracusa via Elorina – 20
Upim via Sebastiano Catania – 6.

“I motivi del programmato affitto, finalizzato alla successiva vendita – si legge nell’ accordo sottoscritto il 7 gennaio – sono costituiti dalla necessità da parte della Roberto Abate s.p.a. di alleggerire la propria rete vendita in un particolare momento di crisi aziendale che non permette il mantenimento di tutta la rete vendita, e dalla necessità di reperire risorse finanziarie straordinarie che deriveranno, appunto, dalla cessione dei rami d’azienda in oggetto, al fine di ripianare parte della situazione debitoria che appesantisce attualmente la società”