Nelle scene dei flashback c’è il momento esatto in cui Brandon Lee venne ucciso da un colpo di pistola

Il 13 maggio del 1994 uscì il film “Il Corvo”, pellicola diventata cult, anche per il terribile incidente che costò la vita al protagonista Brandon Lee. Sono passati 26 anni, ma questa pellicola è ancora nei cuori di un’intera generazione che ancora oggi ne ricorda interi dialoghi o battute.

“Non può piovere per sempre” rimarrà per sempre una frase celebre per tutti gli innamorati che in quegli anni vivevano la loro travolgente storia d’amore adolescenziale. Non solo, in qualche modo, questa frase è diventata, nel tempo, anche un modo di dire, per indicare che le cose non possono sempre andare male.

La morte del personaggio di Eric è stata anche la morte dell’attore che lo interpretava. Un fatto che rese leggendaria la pellicola ancora prima di uscire. Il 31 marzo del 1993 a Wilmington, nella Carolina del Nord, a tre giorni dalla fine delle riprese, Brandon Lee è morto ucciso da un colpo di pistola che avrebbe dovuto essere caricata a salve. Per terminare il film mancavano pochissime scene, solo alcuni flashback di Eric e Shelly, in cui Brandon Lee non doveva essere truccato. La scena nella quale l’attore ha perso la vita è quella in cui Eric ripensa alla sua morte.

Nel flashback si vede Michael Massee, che interpretava Funboy, inconsapevole del difetto della pistola, sparare un colpo al petto dell’attore, non lasciando alcun scampo. La sua morte suscitò un logico clamore, Massee fu ovviamente scagionato dall’accusa di omicidio, perché non poteva sapere che la pistola fosse stata caricata con proiettili veri. Brandon Lee morì così a 28 anni, senza poter sposare la sua Eliza Hutton, che avrebbe sposato il 17 aprile del 1993.

Basato sul fumetto di James O’Barr, racconta la storia di Eric Draven, un musicista rock, che torna a vivere per vendicare la morte della sua fidanzata. Il Corvo, dopo 26 anni, resta un film che rappresenta l’amore puro, vero, profondo e duraturo a discapito di tutto. Un film cupo, intimo, reso ancora più “dark” dalla colonna sonora che vede la partecipazione anche della band “The Cure” con il brano “Burn”.