Non poteva che essere Marco Bellocchio a conquistare il primato di nomination ai David di Donatello 2020, la cui cerimonia di premiazione è fissata per venerdì 3 aprile. Con “Il traditore” il regista ha accumulato ben 18 candidature: merito di un film potente su un pezzo significativo di storia italiana che si è fatto applaudire in mezzo mondo, da Cannes in poi, per il suo riuscitissimo matrimonio tra cinema d’autore e di genere e per la straordinaria interpretazione di Pierfrancesco Favino, sicuramente favorito per la vittoria, nei panni del pentito Buscetta.

Nominato come Miglior Film, Regia, Produzione e in tutte le categorie tecniche, il film di Bellocchio si è preso due candidature per il Miglior Attore Non Protagonista – Fabrizio Ferracane e Luigi Lo Cascio – e una per l’Attrice Non Protagonista – Maria Amato – mentre ha mancato solo quella femminile per il ruolo principale, in cui le candidate sono sei: Valeria Bruni Tedeschi (I villeggianti), Jasmine Trinca (La dea fortuna), Isabella Ragonese (Mio fratello rincorre i dinosauri), Linda Caridi (Ricordi?), Lunetta Savino (Rosa) e Valeria Golino (Tutto il mio folle amore). Subito dietro (con un carico di nomination, 15 ciascuno, meno prevedibile) “Il primo re” di Matteo Rovere, storia della fondazione di Roma in latino arcaico, e il “Pinocchio” di Matteo Garrone. Entrambi sono anche nella cinquina di Miglior Film e Miglior Regia che condividono, oltre che con Il traditore, con “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi (3 nomination) e “Martin Eden” di Pietro Marcello (11). Nessuna donna, quindi. «La loro assenza nelle cinquine più importanti mi rattrista un po’ – confessa la presidente dell’Accademia del Cinema Italiano Piera Detassis – ma le donne premiate nelle varie categorie sono 31, 41 se includiamo le attrici. Il riequilibrio delle quote di genere è un’operazione che va fatta a livello più profondo, intervenendo nella produzione, nella regia, nella scrittura di bei ruoli».

Con le sue 4 nomination, “Bangla” dell’esordiente Phaim Bhuiyan è la vera sorpresa di questa 65/a edizione: «Questi David sono un abbraccio tra le generazioni – dice infatti Detassis – mettono insieme grandi maestri e autori ventiquattrenni». Sul fronte dello show, sarà Carlo Conti a guidare (per la quinta volta) le danze della serata, trasmessa in diretta su Rai1, «con qualche momento di spettacolo e soprattutto di musica, ma sapendo che i premi saranno i grandi protagonisti». Di materiale musicale ce n’è, visto che tra i candidati ci sono Thom Yorke (per Suspiria), Nicola Piovani (Il traditore), Brunori Sas (L’ospite) e Diodato (La dea fortuna).