BRONTE – Monsignor Renna incontra gli studenti del “Radice”

Uno straordinario momento di confronto presso l’Aula Magna del “Benedetto Radice” di Bronte, in cui lo scorso 30 maggio ha fatto visita agli studenti Monsignor Luigi Renna, Arcivescovo della città di Catania.

Saluti istituzionali della dirigente, prof.ssa Maria Pia Calanna, che hanno aperto un vero e proprio dialogo diretto e sincero tra monsignor Renna e gli studenti, coinvolti e interessati agli argomenti trattati. Attualità al centro del dialogo, in cui Renna non si è minimamente tirato indietro rispondendo a domande su aborto, eutanasia, dibattendo e contestualizzando anche le recenti notizie riguardanti Papa Francesco.

Un momento davvero importante, in cui il monito finale di Renna è stato di grande insegnamento: “Abbiate un sogno, fate di tutto per realizzarlo. Godetevi la vita, il bene più prezioso che Gesù ci ha donato”.

Applausi e apprezzamento palpabile da parte di tutti, riconoscendo a Monsignor Renna la capacità di aver parlato in maniera diretta e sincera. Persona davvero illuminata e importantissima per la comunità ecclesiastica etnea e non solo.

Antonio Capizzi

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BRONTE – Tanti auguri alla signora Nunziata che ha spento 100 candeline

Grande festa per la famiglia Currao, il 10 maggio scorso la signora Nunziata ha spento ben 100 candeline, un traguardo speciale che in Italia, special modo in Sicilia, non tutti possono vantare.

La signora Currao può ritenersi fiera di aver raggiunto questo giorno speciale; lo ha fatto vivendo insieme alla famiglia e agli affetti più cari, tra l’Italia e la Germania. Nata nel 1924, dopo aver trascorso 44 anni nel Bel Paese, Nunziata insieme al marito e alle due figlie, Zina e Tina, si trasferisce in Germania dove vive fino al raggiungimento della pensione. Successivamente ritorna a Bronte insieme al marito. Dopo essere rimasta vedova, la signora Nunziata lascia nuovamente Bronte per raggiungere le figlie, che vivono in Veneto. Nel Marzo 2020 scoppia la pandemia e il nord-est dello stivale, soprattutto Lombardia e  Veneto , viene messo in ginocchio dall’emergenza Covid. Il sistema ospedaliero è parecchio sotto pressione, non riuscendo a rispondere tempestivamente a tutte le richieste d’aiuto. Da qui la decisione di tornare nuovamente in Sicilia, a Bronte. In quel momento i casi di contagio erano ancora pochi, le figlie dunque hanno preferito questa soluzione per salvaguardare in primis la salute della loro mamma.

E dopo otto papi, due guerre mondiali, una pandemia, cinque sovrani d’Inghilterra e dodici presidenti della Repubblica italiana, la signora Currao festeggia il suo centesimo compleanno. Oggi, ben 4 anni dopo Zina e Tina decidono di stare ancora accanto la madre e sono orgogliose del traguardo raggiunto.

La redazione di Radio TRC e tutti i Brontesi augurano buon compleanno alla compaesana Nunziata, e perché no, altri 100 di questi giorni.

I CENTARI IN ITALIA: I NUMERI

Secondo i dati ISTAT del 2021, i centenari sono appena 17 Mila, tuttavia si parla di una popolazione in aumento col passare degli anni. Nell’ultimo decennio, i centenari, sono quasi raddoppiati. Tra i due generi il più longevo, spiega l’ISTAT, è sicuramente quello femminile, con ben l’83% di donne sui 17mila totali che hanno raggiunto l’età a tre cifre.

Redazione Radio TRC

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BRONTE – Il giornalista Rai Giuseppe La Venia incontra gli studenti del “Capizzi”

Da oltre due anni l’informazione italiana, i social, qualsiasi organo di stampa raccontano ogni giorno il conflitto tra Russia e Ucraina. Diverse dinamiche politiche hanno determinato ciò, un lavoro importante si sta svolgendo all’interno delle scuole di ogni regione italiana, da nord a sud. L’obiettivo è quello di raccontare a studenti delle scuole superiori cosa significa “convivere” con una guerra che è meno lontana di quanto pensiamo, come l’Italia e l’Europa lavorano per prendere decisioni importanti e strategiche. Un lavoro svolto da docenti, esperti ma anche da tantissimi giornalisti, che incontrano gli studenti parlando di cosa significa raccontare eventi simili. A Bronte è stata preziosa la visita presso l’Istituto “I. Capizzi” del giornalista del Tg 1 Giuseppe La Venia

Giornalista e reporter tra i più noti a livello nazionale. Nato ad Adrano, ha iniziato la sua carriera lavorativa nell’emittente regionale “Telecolor” per poi approdare in Rai diversi anni dopo. È qui che La Venia racconterà fatti che resteranno nella storia dell’Italia.

Dopo ad aver raccontato in modo impeccabile l’emergenza COVID nel 2020, è stato il primo giornalista a mettere piede nel covo dell’uomo più ricercato al mondo, Matteo Messina Denaro. Successivamente la Rai lo sceglie per raccontare le cronache di guerra in Ucraina, nel febbraio del 2022.

 Insieme alla sua troupe, La Venia parte verso l’Europa orientale e si ferma a Leopoli, il primo centro abitato a confine con la Polonia. Lì si inizia a respirare il clima della guerra e dopo aver sentito le sirene che preannunciano i bombardamenti, trova rifugio in un bunker dove racconta il resoconto della giornata nel Tg delle 20. Il cuore dei ragazzi del Capizzi viene toccato particolarmente da una storia raccontata dal giornalista durante i giorni sul fronte. La Venia e la sua troupe riescono ad accedere in un ospedale per bambini affetti da leucemia, grazie al benestare del dottore capo reparto dell’impianto. Quest’ultimo aveva sempre rifiutato le visite di diverse testate giornalistiche provenienti da ogni parte del mondo, tranne per la Rai, questo perché l’Italia, grazie all’associazione “Medici senza frontiera”, è protagonista di azioni di stampo economico e umanitario in luoghi colpiti dalla guerra. “Gli italiani devono sapere cosa stanno facendo per tutti noi, siete un popolo meraviglioso, Grazie”. Queste le parole del medico Ucraino riferite a La Venia. Durante la visita in ospedale, la sirena torna a suonare e nonostante gli ospedali dovrebbero essere un “posto sicuro”, tutti devono evacuare la struttura e nascondersi nei sotterranei all’interno del bunker ospedaliero.

Il tempo passato all’interno del bunker è indeterminato, per cui i medici si erano attrezzati per effettuare le cure ai bambini anche sottoterra con condizioni igieniche critiche. Una situazione surreale e toccante che trova il culmine dopo esser risaliti in superficie. È qui che La Venia ha un siparietto con un bambino ucraino di 9 anni. I due tirano alcuni calci ad un pallone di stoffa che il bambino custodiva con amore inneggiando a i due grandi campioni Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Da lì in poi il calcio, anche in una situazione così drammatica, prende il sopravvento e viene organizzata una partitella nel corridoio dell’ospedale. “Per 10 minuti la guerra si è fermata, nonostante tutto quello che stavo vedendo, ero felice”.

Giuseppe La Venia conclude così il suo racconto che ha strappato più di qualche lacrima ai ragazzi del Capizzi. Storia che ha ricordato le atrocità della guerra, ma anche la bellezza delle piccole cose che danno speranza a chiunque, anche a chi costretto a vivere sotto le bombe.

A cura di Gaetano Sofia

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BRONTE, TUTTO PRONTO PER IL VENERDI SANTO: FEDE E TRADIZIONE PRONTE A FONDERSI ANCORA

Con il concludersi della Quaresima e il conseguente inizio della settimana Santa è tempo per Bronte e i brontesi di immergersi nella tradizione. Tutta la liturgica preparazione ha il culmine durante il triduo pasquale. Si inizia Giovedì con i rappresentativi altari della reposizione, chiamati volgarmente “Sepolcri”: meravigliosi altarini abbelliti con fiori e doni simbolici che fanno da teatro all’esposizione del Santissimo che durante tutta la serata viene adorato in un liturgico silenzio. I fedeli, fino a tarda ora , visitano le varie chiese del paese preparandosi così al clou della Passione: iI Venerdì.

Sin dalla mattinata si può fare un tuffo nella tradizione, con la visita alle quattro statue che vengono adornate con fiori e fave, prodotti della terra a simboleggiare la richiesta di protezione delle campagne. Le statue, portate a spalla dai fedeli detti “portatori” , sono: il Cristo alla colonna, iI Crocifisso, il Cristo morto e la Madonna Addolorata. Esse raffigurano i tre momenti cruciali della passione di Gesù e il pianto disperato della Madre. La processione prende vita subito dopo la consueta Messa nella chiesa della Madonna del Riparo. La prima statua ad iniziare il cammino è il Crocifisso, che compie la prima tappa all’Ospedale per benedire tutti i malati, Continua per il corso Umberto, seguito dai fedeli e accoglie la statua del Cristo Morto dalla chiesa dei Cappuccini. Successivamente gli occhi sono rivolti verso la chiesa della SS. Trinità, detta “la matrice”, poiché l’Addolorata è pronta ad iniziare il suo calvario, passando per via Matrice e Via Angelo Gabriele con direzione piazza Gagini. Meta che per le due restanti vare viene raggiunta attraverso via Santi. Iniziano la loro giornata anche i componenti delle varie confraternite coinvolte nella rappresentazione vivente dei fatti del Vangelo. Viene accolta anche l’ultima vara, quella del Cristo alla Colonna, dal santuario della Madonna Annunziata che, seguito dal Crocifisso e dal Cristo morto, inizia la processione. L’Addolorata osserva da lontano e va anch’essa a seguire il figlio .

Da qui in poi tra canti e preghiere, le quattro vare attraversano alcune vie storiche del paese seguite dai fedeli, molti dei quali a piedi scalzi. La figura vivente del Cristo con la Croce , compirà come da consuetudine, le “Tre Cadute” del Calvario. In Piazza Gagini, Via Piracmon (Chiesa di San Blandano) e di fronte al Comune. Arrivati a Piazza Spedalieri in prima serata, la processione si ferma per permettere il riposo ai portatori di vara. Dopo la sosta, le quattro vare ripartono percorrendo il Corso Umberto, Via matrice e la strettissima via San Giuseppe per arrivare così a Piazza Gagini, teatro del momento più sentito dai Brontesi, “L’Incontro”.L’Addolorata “saluta” il figlio tra inneggiamenti e preghiere. Dopo una breve sosta, il fercolo del Cristo alla Colonna rientra in chiesa. Risalendo per Via Santi, il Crocifisso e il Cristo Morto si posizionano di fronte la chiesa della Matrice. Arrivata l’Addolorata, dopo il commovente canto “Madre io vorrei”, la banda “San Biagio” suona la marcia funebre “Venerdi Santo” con i portatori che ondeggiano , creando quasi una danza. Salutata l’Addolorata, il Cristo in Croce e il Cristo morto, risalgono fino al corso Umberto dove, all’altezza della Chiesa della Catena, il coro polifonico “Ven. Ignazio Capizzi” esegue il canto “Popule Meus”.

Proseguendo per il corso Umberto le due vare rientrano nelle rispettive chiese, accompagnate dal silenzio, interrotto solo dai passi stanchi e dal cuore colmo di fede dei portatori. La processione così giunge al termine.

DALLE ORIGINI A OGGI

La processione del venerdì santo a Bronte è una commemorazione che ha radici nel passato. Dal percorso alle vare qualcosa è cambiata, a rimanere intatta è la fede e la dedizione del popolo brontese. L’unica vara che ha subito più cambiamenti è il Cristo in Croce. Inizialmente veniva utilizzato un crocifisso appartenente alla chiesa di San Silvestro che è stato sostituito per volere della parrocchia stessa con una croce illuminata. Nel 1992, per volere dell’allora Arciprete della chiesa Madre mons. Antonino Longhitano si decise di introdurre il bellissimo Crocifisso del 1500 che ancora oggi possiamo ammirare in Chiesa Madre (sulla navata laterale destra), il cui utilizzo per ovvi motivi di conservazione artistica venne subito vietato. Fu dato incarico alla chiesa della Madonna del Riparo, che fece costruire la statua che tutt’oggi vediamo in processione. Una vara che non ha avuto sostituti ma che è stata restaurata è invece quella del Cristo alla Colonna. Costruita nel 1938 dal falegname Giuseppe Arcidiacono e scolpita da Simone Ronsisvalle. Su iniziativa dei portatori di vara e grazie al contributo dei fedeli, tra il 2012 e il 2014 si è ritenuto opportuno sottoporre al restauro l’intera vara sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania.

La statua è oggetto di una leggenda popolare, difatti Benedetto Radice scrisse: “…essa è di carta pesta, ma la leggenda popolare vuole che sia di legno, fatta da un pastore brontese, al quale, tre giorni dopo aver finito la statua, apparve il Cristo in sogno; e quegli morì dalla contentezza, colla promessa del paradiso per averlo scolpito bene”. Inoltre la statua conservata inizialmente nella chiesa di San Vito, subì la spaventosa colata lavica che colpì Bronte nel 1651 ma ne uscì intatta. Altra protagonista di questa giornata è la vara del Cristo Morto, opera conservata nella chiesa dei Cappuccini raffigurante il Santissimo deposto all’interno di una teca di legno e vetro, anch’essa restaurata negli anni. Attraverso il benestare dei beni culturali di Catania si è deciso di rimuovere un panno rosso che risiedeva sul cuscino originale dove posa il capo il Signore. L’ultima statua protagonista del venerdì è la Madonna Addolorata risalente al 1700, custodita in una cappella all’interno della Matrice , attualmente in fase di restauro per cui momentaneamente viene utilizzata una replica che si trova all’interno della chiesetta di san Sebastiano. Se per molti aspetti la processione è rimasta sempre fedele a se stessa, lo stesso non si può dire per “l’incontro” che fino al 2003 veniva eseguito all’interno della Chiesa Madre, il momento è stato successivamente spostato prima a Piazza Spedalieri e infine a Piazza Gagini per motivi di sicurezza. Questa storica processione, che ha un posto speciale nel cuore di ogni Brontese, ha visto sempre la sua realizzazione nell’arco dei decenni, interrotta solo dalla Guerra e della Pandemia 2020.

A cura di Gaetano Sofia

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ORIENTAMENTO – RADIO TRC RACCONTA IL BENEDETTO RADICE

Si sono concluse lo scorso 10 febbraio le iscrizioni alle scuole superiori. La nuova piattaforma “Unica” comunica pubblicamente le recenti statistiche che mostrano un numero crescente di studenti iscritti agli istituti tecnici arrivando ad una quota del circa 32%.

L’Istituto Benedetto Radice di Bronte ne esprime soddisfazione, già pronto ad accogliere a braccia aperte tutti i ragazzi che lo hanno scelto. Tanti i momenti di confronto che la scuola, grazie alla preziosa collaborazione di alcuni alunni, ha organizzato per chiarire ogni dubbio ai futuri primini.

L’orientamento è partito ampiamente in anticipo con vari incontri di presentazione nelle diverse scuole medie del territorio. Durante questi incontri, ogni indirizzo da informatica e telecomunicazioni passando per moda e arrivando fino a costruzioni ambiente e territorio, ha raccontato la sua piccola realtà sia dal punto di vista didattico che umano.

La particolarità di ognuno di questi eventi è stata la completa gestione da parte degli studenti di varie classi che permettevano a tutti quegli adolescenti pieni di domande di toccare con mano ciò che i docenti spiegavano.

Video, presentazioni, lavori reali, robot ed esperienze vissute: queste le testimonianze che giravano di scuola in scuola intrinseche di entusiasmo e voglia di fare.

L’impegno della scuola superiore, però, non si è fermato qui. Maggiori chiarimenti per quanto riguarda ogni indirizzo sono stati dati grazie alla collaborazione dell’istituto con la radio locale “Radio TRC”.

Molto spazio dedicato agli interventi del Benedetto Radice ai microfoni radiofonici. Il primo intervento è stato quello dedicato all’indirizzo informatica e telecomunicazioni di cui il professore Imbrosciano ha svelato ogni dettaglio e curiosità sulla materia che ogni giorno tratta e di cui è da sempre appassionato. Il secondo spazio dedicato alla scuola ha visto coinvolte la prof Pinzone accompagnata dalla studentessa Melania Spedaletti che ci hanno raccontato del loro indirizzo: Amministrazione Finanza e Marketing. Dopo è toccato al sistema moda che, attraverso la testimonianza di Anna Lembo e della docente Zumbo, ci hanno incantato con i colori e la creatività del loro mondo.

Il quarto giorno la radio ha ospitato l’indirizzo Meccanica e Meccatronica rappresentato dal docente Randisi e dallo studente Elia Liuzzo: incontro, questo, in cui si potevano quasi vedere gli ingranaggi che giornalmente analizzano. L’intervento successivo era una vera e propria immersione nell’ Energia con il professore Catalano che, con la sua immancabile pazienza, ci ha accompagnato attraverso la scoperta di questo indirizzo. Non poteva, infine, mancare l’ultimo indirizzo che il Benedetto Radice offre: Costruzioni Ambiente e Territorio con il docente Di Dio e lo studente Antonino Franco che ci hanno illustrato gli innumerevoli sopralluoghi svolti nel corso degli anni. Ad arricchire la presentazione dell’istituto sono stati chiamati alcuni ex studenti molto grati alla scuola che li ha formati e alla quale si sentono ancora legati da un profondo senso di appartenenza. Tra di essi c’erano Schilirò Roberta, Giuseppe Mirto, Luigi Petralia e Calogero Virzì.Non finisce qui però l’interesse della radio di far conoscere questa importante risorsa per i ragazzi dai 13 ai 18 anni. Infatti largo spazio lo hanno ottenuto anche gli innumerevoli progetti che l’istituto può vantare. Il primo a essere presentato, attraverso le parole della studentessa Papotto Lorena e della docente Privitera, è stato il giornalino scolastico, intitolato Radice Post, con il quale un gruppo di studenti si mettono in gioco raccontando ciò che accade fra quelle quattro mura in cui passano la maggior parte del loro tempo. Presenti inoltre i giochi matematici con la docente Impellizzeri, il progetto ERASMUS con la docente Di Maria con le studenti Giulia Gatto e Caputo Arianna.

Progetto di notevole stima e prestigio della scuola che offre grandi opportunità agli studenti che vi partecipano. L’ultima attività presentata è stato il progetto PCTO che coinvolge tutti gli studenti del triennio, attività rappresentata dai docenti Grassia e Di Dio.

Questa assidua volontà di dare voce all’istituto e farlo conoscere a un gran numero di persone termina con l’immancabile saluto e ringraziamento della dirigente Maria Pia Calanna che, piena di orgoglio nei confronti della scuola che dirige e che non le lascia mai l’amaro in bocca, ha voluto ribadire l’importante offerta formativa che il Benedetto Radice di Bronte offre ai ragazzi, la crescita e l’opportunità che potranno vivere tutti coloro che hanno deciso di iscriversi e diventare ufficialmente parte integrante di questa realtà fatta di lavoro e impegno ma soprattutto di soddisfazione e orgoglio.

Lorena Papotto

Alex Lembo

Giuseppe Spitaleri

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RADIO TRC IN COLLABORAZIONE CON ANAS