Bolzano ancora una volta in cima alla classifica della qualità della vita in Italia. Seguita, come l’anno scorso, da Trento e Belluno. Maglia nera alla calabrese Vibo Valentia, in coda alla classifica in compagnia di Catania, Napoli, Siracusa e
Palermo.

Sono i risultati dell’indagine di Italia Oggi-Università la Sapienza di Roma, che fotografa anche quest’anno modelli virtuosi, criticità e cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. La Capitale scivola dal 67esimo all’85esimo posto della classifica mentre Milano passa dal 57esimo al 55esimo.

Nella classifica che ha analizzato 110 città in tutto, Catania occupa il penultimo posto ( 109) preceduta da Napoli ( 108) e seguita da Vibo Valentia ( 110). Sono nove le “griglie” che hanno guidato l’analisi del territorio: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sottodimensioni e 84 indicatori di base.

Per quanto riguarda la qualità della vita, a Catania  nel 2017 è stato registrato un tasso di occupazione del 41, 38 per cento e di disoccupazione del 24,74. Per quanto riguarda la dimensione ambientale, Catania è 92ma sempre su 110. In tema di criminalità, l’indagine 2018 pone Catania al 90mo posto. Catania chiude, quindi, la classifica, cedendo ben 32 posizioni rispetto allo scorso anno

Complessivamente, le località della provincia, con i loro ritmi più lenti e con le dimensioni più a misura d’uomo, con la maggiore cura del territorio e la buona amministrazione, sono di nuovo in testa, come l’anno passato d’altra parte. Ottime le posizioni di Siena, Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Treviso, in particolare, risulta la provincia più sicura d’Italia; Trento, Bolzano e Bologna le realtà più positive per affari e lavoro; Parma, Siena, Trento e Piacenza quelle con la migliore offerta finanziaria e scolastica; Isernia, Pisa, Ancona, Siena e Milano quelle con il più efficiente “sistema salute”.