Proclamati ieri sera gli ambasciatori 2019 del Telefono Rosa di Bronte, guidato da Antonella Caltabiano, «per l’impegno elargito in difesa dei minori e delle donne vittime di violenza». Le onorificenze sono state conferite al sindaco di Bronte, Graziano Calanna, per «gli interventi pianificati e attuati, nonché per la capillare opera di sensibilizzazione» e per aver dato una nuova sede all’associazione; al geometra Francesco Portale, per l’altruismo «nel mettere la sua professionalità e il proprio tempo al servizio del centro antiviolenza».

A Mariella Guarnera, professoressa delle scuole medie di Bronte, titolo di ambasciatrice attribuito perché «ha più volte manifestato nella propria professione e nella vita privata una spiccata propensione nell’individuare situazioni di potenziale pericolo, o di reale disagio, agendo per aiutare chi si trova in difficoltà». Al giornalista Mediaset e inviato di Quarto grado, Simone Toscano, nomina di ambasciatore per aver «sempre manifestato indignazione per questa enorme piaga, la violenza sulle donne, che affligge la società» e combatterla «con la sua opera giornalistica quotidiana».

Natalina Tempesta, ginecologa dell’Asp di Catania, è stata insignita «per tutte le volte in cui ha accolto le assistite, come professionista e soprattutto come donna, e per la passione e la grinta dispiegate». All’ex comandante della Stazione carabinieri di Bronte, luogotenente Giuseppe Amendolia, onorificenza conferita perché «oltre all’istituzione che rappresenta, è un amico, un amico più grande che ci ha sempre sostenute e incoraggiate – dicono le volontarie – a non avere timore nell’aiutare gli altri».

Infine, Maria Pia Calanna, dirigente dell’Istituto scolastico superiore Benedetto Radice di Bronte che ha ospitato l’evento, nominata ambasciatrice per la sua «quotidiana lotta estenuante, contro l’idea che qualcuno possa trovare la violenza sulle donne normale o giustificabile e per la sua voglia di agire affinché le future generazioni possano crescere e formarsi con uguali diritti e possibilità».

Il «Gala Ambassadors 2019», condotto da Lucio Gatto, è stato aperto dallo spettacolo di danza «3 Voci di donna» eseguito da Viviana Saitta, Ausilia Sciarotta, Stefania Di Stefano e Alessandro Bonaccorso, della compagnia «Koreos ballet», con coreografia e regia di Dario Biuso che spiega: «Ambientato in Sicilia, parla di tre storie diverse legate dalla violenza sulle donne, fisica e psicologica, con un colpo di scena finale. L’uomo, perverso e malato, entra nella mente e nel corpo della donna provandovi un piacere così forte da andare in estasi, nel sentirsi donna e sentire la violenza da lui provocata. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO