Da anni al servizio del pronto soccorso brontese, la macchina è ormai datata. E lo si evince non solo dal livello qualitativo degli esami, ma anche dalla quantità delle riparazioni. Adesso che è rotta, di nuovo, i soccorsi devono viaggiare su strade ghiacciate

Ricomincia il calvario dell’ormai vetusta Tac dell’ospedale di Bronte, che ha ripreso a fare i capricci. A dire il vero, la Tac ha già svolto egregiamente il suo lavoro, da anni al servizio del pronto soccorso di Bronte, dopo essere arrivata da un altro nosocomio. Si tratta di una macchina a sei strati, ormai superata se si considera che le ultime Tac arrivano fino a 128 strati. Da anni si chiede la sostituzione, ma dall’Asp non sono arrivate risposte, in nome del risparmio. Un risparmio che deve fare i conti con i continui interventi di riparazione, che hanno un costo, e che, come l’estate scorsa, si devono scontrare con pezzi ritirati dall’estero.

Ma non solo. Mentre la Tac è guasta, le ambulanze dello stesso ospedale, oltre che quelle del 118 di Bronte, Maletto e Randazzo, in caso di pazienti con ictus o particolari traumi, sono costrette ad andare fino a Biancavilla o Paternò, con una conseguente aumento di rischio sia per il paziente, sia per gli stessi operatori. Costretti, in questi giorni, a camminare su strade con fondo ghiacciato e poco sicuro. In un caso, addirittura, è intervenuto l’elisoccorso di stanza al Cannizzaro, per prelevare un ragazzo di 17 anni di Bronte, caduto con la bici, e che necessitava proprio di un esame tomografico