«Danni da calamità naturali come quelle causate non solo dalle piogge dei giorni scorsi, ma dai fenomeni naturali che si verificano per tutto l’anno: ma chi aiuta i sindaci a trovare le risorse necessarie per intervenire?». La domanda la pone il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che guarda le tante strade rovinate dalla pioggia e teme per alcune colline del suo territorio che in questi giorni la Protezione civile ha tenuto costantemente sotto controllo perché ritenute a rischio frana. E poi punta il dito contro gli enti sovra comunali, perché in questa vicenda se ne laverebbero le mani. «Ma che senso ha – dice subito – parlare di emergenza e prevenzione se lo Stato e le sue articolazioni si limitano soltanto a prendere atto del rischio e della situazione di emergenza. Come si può pensare mai che qualsiasi Comune, stretto dalla morsa delle crisi, che da anni vede ogni anno di più decurtati i trasferimenti da Stato e Regione, possa intervenire per mettere in sicurezza, strade, ponti e ruscelli che con piogge di questo genere si trasformano improvvisamente in fiumi? Esiste un piano? – continua – una ripartizione di somme? No, non esiste. Non esiste niente, neanche per rimettere l’asfalto nelle strade, perché Stato e Regione non finanziano e l’Unione Europea non pubblica bandi per rifacimento di strade. E allora, adesso, con fondi propri dovremo intervenire con l’asfalto che costa tantissimo. La prossima settimana mi recherò a Palermo per chiedere finanziamenti. Mi sentiranno, mi sentirà la politica». E, in effetti, nella zona alta della cittadina l’asfalto è saltato in tante strade e in particolare sulla Statale 284 e in via Messina, ma danni si contano in alcune strade rurali delle contrade Corvo e San Nicola dove il fango ha invaso la carreggiata e sulla Provinciale 17, invasa dai detriti. Problemi anche in una condotta delle acque reflue con il sindaco che guarda con preoccupazione le contrade Rivoglia e le case di via Masaniello poste sotto un collina argillosa. Senza considerare i danni in alcune case di contrada Borgonuovo. «Non possiamo certo aspettare che ci scappi il morto – conclude Graziano Calanna – i progetti li abbiamo, chiederemo i fondi per mettere in sicurezza il territorio»