Il territorio di Bronte ha restituito, a distanza di oltre ottant’anni, un reperto bellico venuto alla luce in contrada San Nicola, durante i lavori per l’interramento di un serbatoio idrico. In particolare, un escavatore ha riportato alla luce una bomba d’aereo inesplosa della seconda Guerra Mondiale.

Secondo la relazione tecnica del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo, l’ordigno è una bomba GP AN-M57 da 250 libbre di fabbricazione statunitense lunga circa 93 centimetri e contenente 68 chili di esplosivo ad alto potenziale, con il congegno di attivazione anteriore armato. Questo ha provocato l’attivazione di imponenti procedure di sicurezza, come reso noto dall’amministrazione comunale. L’ordigno sarà disinnescato domenica 18 gennaio mattina. La Prefettura di Catania ha assunto il coordinamento delle operazioni per garantire la pubblica incolumità. La speciale camera d’espansione predisposta dai militari ridurrà il raggio di evacuazione forzata per la popolazione a soli 334 metri. 

Il piano di sicurezza entrerà nel vivo all’alba di domenica 18. Le operazioni di sgombero inizieranno alle ore 7 del mattino e interesseranno circa 800 residenti della parte bassa della cittadina, che dovranno lasciare le finestre aperte. I cittadini potranno recarsi nell’area di raduno indicata nei pressi delle scuole Sciarotta.

“Chiedo a tutti i miei concittadini la massima collaborazione e il rispetto rigoroso degli orari e delle indicazioni fornite dalle autorità. – ha affermato il sindaco Pino Firrarello – Siamo consapevoli del disagio che l’evacuazione comporta, ma la sicurezza della popolazione è la nostra priorità assoluta. Grazie alla straordinaria professionalità dei nostri militari del Genio, al coordinamento della Prefettura, ma anche al nostro Ufficio tecnico ed alla Polizia municipale restituiremo presto serenità alla contrada San Nicola. Bronte – ha concluso – ha già superato le ferite della guerra, saprà affrontare con ordine anche questo delicato momento di bonifica”. 

Per garantire lincolumità pubblica, la polizia municipale istituirà ben 11 cancelli stradali invalicabili. Nessun veicolo o pedone potrà oltrepassare i blocchi fino al cessato allarme. Una volta rimosse le spolette sul posto, il corpo bomba sarà scortato presso una cava nel territorio di Randazzo, dove avverrà il brillamento finale. Solo quando la bomba lascerà l’area le famiglie potranno far rientro nelle proprie abitazioni, chiudendo definitivamente un capitolo di storia rimasto pericolosamente in sospeso per ottant’anni.