Oggi l’Italia celebra i gatti, dedicando loro una giornata nazionale ai quattrozampe che ci girano per casa e ci rendono la vita più lieve.

La data e il mese sono stati scelti per un valido motivo. Febbraio perché è il mese degli acquari che è un segno indipendente e libero ed è definito il mese dei gatti e delle streghe. Invece il 17 perché è la cifra romana XVII, il cui anagramma è VIXI, “ho vissuto”, oppure “2una vita per 7 volte” e i gatti hanno 7 vite.

Celebrare i gatti non è però un’usanza solo italiana, ma risalirebbe all’antico Egitto. La dea Bastet aveva il viso di gatto e il corpo di donna.

I felini sono sempre stati presenti nell’antichità e ci sono nei quadri e nei mosaici di Pompei e si tramanda che fu proprio una gatta, fu la gatta Muezza a salvare Maometto dal morso di un serpente.

L’unico periodo in cui il gatto non gode di particolari simpatie è il Medioevo dove veniva cacciato insieme alle streghe. Era invece molto apprezzato nel periodo del Rinascimento in cui abbondavano i topi e chi meglio del gatto poteva dare una mano a cacciarli?

Oggi, tutti amiamo i gatti, in Italia ci sono anche molti rifugi per gatti randagi. Secondo una ricerca del 2019 del Censis, i felini sono presenti nel 52% delle case italiane e sono 32 milioni gli animali presenti nelle case.

Prima vengono i cani, seguono i gatti, gli uccelli, piccoli mammiferi come i criceti e i conigli, c’è anche chi ama i rettili.

Ovviamente il mercato degli alimenti per gatti va a gonfie vele con un fatturato di  1.089 milioni di euro solo in Italia.

Avere un gatto conviene a tutti.